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Il Fondo per il Turismo Sostenibile: un’opportunità per ottenere la certificazione eco camping

Il Ministero del Turismo ha stanziato una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro per il fondo. Le domande dovranno essere presentate dal 17 luglio fino al 9 settembre 2023

A partire dal 17 luglio, le imprese della filiera turistica avranno la possibilità di accedere al Fondo per il Turismo Sostenibile, un’iniziativa che prevede la concessione di contributi a fondo perduto per la promozione dell’ecoturismo e del turismo sostenibile. Questa notizia rappresenta un’opportunità per le aziende del settore del campeggio che desiderano realizzare interventi volti a valorizzare l’ecosostenibilità e promuovere nuove forme di turismo.

Il Ministero del Turismo ha stanziato una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro per il fondo per il Turismo Sostenibile. Sono stati pubblicati tre avvisi che contengono le linee guida e le istruzioni per accedere al fondo. L’Avviso 1 riguarda interventi finalizzati alla promozione dell’ecoturismo e del turismo sostenibile. L’Avviso 2 riguarda interventi promossi da strutture ricettive e imprese turistiche per ottenere certificazioni di sostenibilità. L’Avviso 3 stabilisce le modalità per la costituzione dell’elenco degli enti accreditati al rilascio delle certificazioni di sostenibilità.

Possono accedere all’Avviso 1 del Fondo per il Turismo Sostenibile le imprese di tutte le dimensioni facenti parte della filiera del turismo, comprese le strutture ricettive turistiche ed alberghiere. È necessario aver depositato almeno due bilanci per partecipare al bando.

I progetti ammissibili, dunque quelli che potranno accedere al fondo per ottenere il contributo dovranno riguardare almeno una delle seguenti tipologie di intervento:

  1. Riduzione del sovraffollamento turistico: ideazione, realizzazione e promozione di percorsi turistici innovativi per aree ad alta affluenza turistica, inclusi i siti patrimonio UNESCO.
  2. Valorizzazione del territorio: creazione di itinerari turistici che valorizzino l’intero patrimonio del territorio, incluso lontano dai percorsi turistici convenzionali e dal centro cittadino.
  3. Sviluppo del turismo rurale e montano: riqualificazione di zone periferiche, promozione del turismo rurale, creazione di nuove attrazioni e mete turistiche.
  4. Turismo intermodale e riduzione delle emissioni: sviluppo di servizi e percorsi intermodali a basse emissioni che riducano l’impatto ambientale delle attività turistiche.
  5. Promozione della mobilità sostenibile: promozione di sistemi di veicolazione e scambio intermodale basati sull’uso di mezzi pubblici e biciclette.
  6. Turismo a contatto con la natura: promozione del turismo rurale, equiturismo e vacanze all’aria aperta, inclusi il glamping e il campeggio ecosostenibili.
  7. Turismo sulle vie navigabili: promozione del turismo sulle vie navigabili, utilizzando tratti di demanio abbandonati per offrire esperienze a contatto con la natura.
  8. Gestione dei flussi turistici: ideazione e realizzazione di sistemi per la gestione e il contenimento dei flussi turistici in siti naturalistici e culturali sovraffollati.
  9. Attività ecocompatibili sulle coste: promozione di percorsi, itinerari e attività sportive e ricreative ecocompatibili nelle zone marittime e costiere.

Le spese ammissibili per ottenere il contributo includono opere edili, progettazione, acquisto di impianti e attrezzature, promozione di pacchetti turistici, acquisto di software, servizi di consulenza e sostegno all’innovazione. Il costo totale del progetto deve essere compreso tra 50.000 e 200.000 euro.

L’entità del contributo, concesso in regime de minimis, non può superare il 50% delle spese ammissibili per l’intero progetto. È possibile richiedere un anticipo del 30% del contributo presentando una fidejussione o cauzione di pari importo.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite la piattaforma messa a disposizione dal Ministero del Turismo a partire dal 17 luglio fino al 9 settembre 2023. Le richieste saranno valutate secondo criteri specifici che possono essere consultati nel testo dell’avviso.

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