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Un turista italiano su 5 sceglie le vacanze open air

Lo affermano i dati di uno studio sul turismo outdoor realizzato da Enit e Human Company in collaborazione con Istituto Piepoli

Dall’inizio della pandemia, per due italiani su tre è cresciuta la propensione per le vacanze all’aria aperta. Lo afferma la nuova edizione dello “Studio sul turismo outdoor” commissionata all’Istituto Piepoli da Enit, l’istituto nazionale del turismo, e Human Company, la più importante società a capitale italiano nel segmento open air. Secondo lo studio, 25 milioni di italiani (il 52%) andranno in vacanza nell’estate 2022 e di questi uno su cinque ha pianificato una vacanza outdoor. Inoltre, per l’88% dei turisti outdoor la vacanza è in Italia, con Puglia, Toscana e Sardegna sul podio delle regioni preferite, seguite da Lazio, Calabria e Sicilia.

Grazie alle sue caratteristiche intrinseche come la flessibilità, la sostenibilità e la sicurezza, il comparto dell’open air negli ultimi anni ha saputo guadagnarsi e conquistare la fiducia degli italiani. «Merito anche della propria capacità di evolversi – afferma una nota di Enit – intercettando necessità e richieste dei nuovi target di riferimento. Se da una parte la pandemia ha avvicinato le persone a un concetto di turismo più consapevole e di prossimità, dall’altra il segmento ha saputo trasformarsi, per offrire servizi di qualità e ogni tipo comfort. Tanto che le vacanze all’aria aperta sembrano essere il must post-covid per gli italiani: due su tre, infatti, ammettono che dall’inizio della pandemia la loro propensione a svolgere all’aperto le proprie vacanze è cresciuta». Alla luce di ciò, la stagione estiva 2022 sembra avere tutte le carte in regola per essere in linea con quella del 2019, se non addirittura superiore.

Realizzata a giugno con metodo quantitativo su un campione rappresentativo della popolazione italiana, la ricerca di Enit e Human Company ha indagato la propensione degli italiani per le vacanze estive, le previsioni di soggiorni outdoor per l’estate 2022 e i fattori determinanti per la scelta delle vacanze. Secondo le stime dell’indagine, per l’estate 2022 più di un italiano su due (52%) ha programmato una vacanza e di questi, uno su cinque pianifica una struttura outdoor, con predilezione per villaggi e agriturismi. Tra i propensi alla vacanza il turista open air non solo è il più fidelizzato (l’82% si dichiara pronto a partire), ma anche il più orientato a prolungare il soggiorno: per il 24% dei turisti outdoor la vacanza sarà più lunga, mentre resterà invariata per gli altri.

Riguardo alla meta, l’Italia si conferma anche quest’anno la favorita dai turisti outdoor con l’88% delle preferenze (+3% rispetto al 2021). Sul podio delle regioni preferite dal turista outdoor la Puglia (18%) consolida la propria prima posizione e condivide il podio con la Toscana (11%) e la Sardegna (10%). Ottime le performance anche di Lazio, Calabria e Sicilia (tutte a quota 8%). Quanto alle destinazioni e al periodo, il 58% di chi pianifica una vacanza outdoor sceglierà il mare, il 17% la montagna e il 14% città e località d’arte prevalentemente nei mesi di luglio (42%) e agosto (46%), che si confermano i mesi dominanti, con una quota apprezzabile a settembre (11%).

Se nella rinuncia alle vacanze non stupisce che a prevalere siano i motivi economici (38%), sorprende che il covid resti piuttosto marginale, con solo il 5% degli intervistati che ha dichiarato di non partire per paura del contagio. Caro carburante e inflazione sono i principali fattori per la scelta delle vacanze per sette italiani su dieci, seguiti dalla presenza di tariffe flessibili che mettono al sicuro da perdite economiche (61%) e un buon numero di offerte last minute (53%). Secondo l’indagine, circa un quarto dei vacanzieri aspetta la prenotazione sotto data: la percentuale è la stessa sia tra i propensi (29%) che tra i turisti outdoor (28%). Tra i canali di prenotazione, prevale il metodo diretto con il 53% degli intervistati che ha dichiarato di aver prenotato o volerlo fare, contattando direttamente la struttura. Solo il 25% ha indicato le OLTA e il 13% le agenzie di viaggio o i tour operator tradizionali.

«Le nuove prospettive offerte dall’outdoor consentono di vivere pienamente e in modo nuovo spazi inattesi», ha dichiarato Roberta Garibaldi, amministratore delegato di Enit. «Il contesto storico ci ha educato a vivere l’esperienza di viaggio con modalità rivisitate, rispondendo anche all’esigenza di rafforzare il senso di rispetto per l’ambiente naturale e consentendo di potenziare la fruizione dell’esperienza di viaggio. Il turismo all’aria aperta pone le basi per consolidarsi sempre di più negli scenari turistici attuali. Il 2022 è un anno ideale per intercettare nuovamente i flussi da oltreoceano, che rappresentano uno dei bacini principali di provenienza degli adventure traveler, e uno dei più attivi per presenza di tour operator specializzati in questo mercato».

Secondo Domenico Montano, general manager di Human Company, «l’indagine conferma le previsioni del gruppo, per cui si annuncia una stagione positiva con performance superiori ai dati pre-covid. Ad oggi stimiamo il 40% di presenze in più rispetto al 2021 e una crescita del 15% sulla stagione 2019 per tutti i village. Il mare si conferma la meta preferita specialmente dai connazionali, ma registriamo anche la ripresa del turismo nelle città d’arte, dove siamo presenti con i nostri camping in town, vissuti non più come semplici luoghi dove pernottare ma come facilitatori per visitare il territorio anche fuori stagione. A testimoniare il trend positivo delle città italiane anche i nostri Mercati Centrali a Firenze, Roma, Torino e Milano».

Commenta infine Livio Gigliuto, vicepresidente dell’Istituto Piepoli: «All’aperto, conveniente, italiana. L’identikit della vacanza degli italiani per l’estate del 2022 è piuttosto definito. Gli italiani cercano soprattutto località di mare, le cercano in Italia, e cercano ampi spazi all’aperto per sfuggire ai rischi del contagio. La propensione all’open air, che sembrava solo una risposta alla pandemia, è diventata in fretta un nuovo punto fisso delle vacanze italiane e probabilmente resterà abitudine anche per gli anni a venire».

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