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Crisi idrica e piscine, un’emergenza da fronteggiare

A causa di stress idrici sempre più estremi, l’emergenza climatica apre nuove sfide anche a progettisti e a gestori di piscine. Un problema complesso al centro del dibattito estivo, ma anche della prossima edizione di ForumPiscine in programma a BolognaFiere dal 12 al 14 febbraio 2025

Con l’arrivo della stagione estiva, i problemi legati al clima e alla siccità si manifestano sempre più frequentemente in Italia e nel mondo. La siccità e le precipitazioni intense sono conseguenze del progressivo riscaldamento dell’atmosfera e degli oceani. Crisi idrica e peggioramento della qualità dell’acqua rappresentano una sfida improcrastinabile che influenza vari settori, inclusi quelli dello sport e del tempo libero, a partire dal mondo delle piscine

Affrontare questa emergenza richiede un approccio innovativo e multi-prospettico che i costruttori e i gestori di impianti pubblici e privati non possono permettersi di ignorare. 

Lo conferma l’ultima inchiesta realizzata da Piscine Oggi, la testata di Editrice Il Campo, società che da 16 anni organizza ForumPiscine in collaborazione con BolognaFiere.

Siccità in Italia

Una recente ricerca olandese, condotta dall’Università di Utrecht, ha elaborato una mappa globale della siccità, identificando 21 “punti caldi”, Italia compresa.

Non a caso la Sicilia, la regione più a rischio per il Belpaese, ha recentemente ottenuto dal governo Meloni lo stanziamento di 20 milioni di euro, con possibilità di incremento, per l’attuazione dei primi interventi: dall’acquisto di nuove autobotti per i Comuni in crisi alla rigenerazione dei pozzi esistenti, dal potenziamento degli impianti di pompaggio e delle condotte alla realizzazione di nuove tubature di interconnessione e bypass. Tempi più lunghi serviranno invece per la ristrutturazione degli impianti di desalinizzazione in diverse zone dell’isola. 

L’attenzione al risparmio idrico è una questione di rilevanza nazionale, e le piscine non fanno eccezione. Già a partire dal 2023 Regioni e Comuni hanno emesso ordinanze che vietano il riempimento delle piscine con acqua potabile e normative, come quella toscana, che ha stabilito che lo svuotamento dell’acqua delle piscine private a uso pubblico delle strutture ricettive dovrà essere eseguito una volta ogni tre anni (anziché ogni 12 mesi). D’altronde, le tecnologie attuali permettono di mantenere i necessari parametri di igiene e sicurezza anche senza svuotare le vasche con maggiore frequenza.

Desalinizzazione: sfide di una tecnologia rilevante

Trovare un compromesso tra l’importanza di garantire la salubrità dell’acqua e la necessità di contenere costi e consumi sta spingendo le aziende del settore piscine a trovare soluzioni che tengano conto dei problemi climatici sin dalla fase di progettazione, dell’ottimizzazione dei consumi di acqua (riducendo la frequenza di ricambio, installando filtri più sostenibili ed efficienti e limitando l’evaporazione dell’acqua con apposite coperture), e dell’impatto ecologico

Una valida alternativa è rappresentata dalle piscine con acqua di mare: se, da un lato, le piscine alimentate con acqua marina sono destinate a prendere piede (tanto da essere disciplinate dal nuovo dispositivo legislativo che andrà a sostituire l’Accordo Stato-Regioni, come anticipato dall’Istituto Superiore di Sanità all’ultima edizione di ForumPiscine), dall’altro le tecniche di desalinizzazione stanno iniziando a farsi apprezzare. 

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