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Spagna, pressioni per annullare il “registro dei viaggiatori”

Il regolamento che impone nuovi obblighi di registrazione e trasmissione dei dati nel settore turistico spagnolo è stato aspramente criticato dall’opposizione al governo, da imprenditori e lavoratori del settore. Il senatore Agustín Almodóbar: “Un caos senza precedenti”

Il Regio Decreto 933/2021 introdotto dal governo Sanchez, è in vigore dal dicembre 2024. Obbliga le strutture turistiche, comprese le realtà open air, e le agenzie di viaggio, a raccogliere e conservare una grande quantità di dati sui viaggiatori, tra cui nome e cognome, data di nascita, documento d’identità, metodo di pagamento e dettagli del soggiorno o della locazione. La misura prevede inoltre di conservare queste informazioni per tre anni e trasmetterle al Ministero dell’Interno.

Il “registro dei viaggiatori” è stato criticato dal Partito Popolare, aspramente contestato da imprenditori e lavoratori del settore turistico, che a loro dire, il regolamento colpisce in particolare le piccole e medie imprese turistiche, e come sottolineato dal senatore Agustín Almodóbar, portavoce del PP nella Commissione Interni del Senato:  “La maggior parte delle agenzie di viaggio nel nostro Paese sono PMI con un solo dipendente, che ora sono costrette ad assumere personale aggiuntivo o a investire in tecnologia per conformarsi alla normativa”. 

Di contro, il PSOE, partito di Pedro Sanchez, sostiene che il regolamento risponde a ragioni di sicurezza nazionale e che la sua applicazione è necessaria per prevenire le attività criminali

Focus privacy

I problemi legati alla privacy e il controllo dei dati, sono gli aspetti più controversi del “registro dei viaggiatori”. Anche le organizzazioni specializzate nella protezione dei dati hanno espresso la loro preoccupazione per i rischi di cybersicurezza che comporta l’accumulo di informazioni personali per tre anni

Da un rapporto emesso dall’Agenzia spagnola per la protezione dei dati, emergono simili dichiarazioni: “Questa misura aumenta la possibilità di accessi non autorizzati e di fughe di dati, mettendo a rischio le informazioni di milioni di viaggiatori”. 

Sono inoltre numerose le associazioni di settore che hanno chiesto al governo di sospendere l’applicazione del decreto. La Confederazione spagnola degli alberghi e degli alloggi turistici (CEHAT) dichiara: “La misura frenerà la ripresa del turismo e potrebbe allontanare i viaggiatori internazionali che non vogliono essere sottoposti a un controllo così esaustivo”.

Per il momento, il Ministero dell’Interno non ha proposto alcuna modifica nell’applicazione del Regio Decreto. Il senatore Almodóbar sottolinea: “Il governo sta imponendo una norma senza essere pronto ad applicarla”. 

Ad oggi, l’esito di questa controversia è ancora da decidere, ma non ci sono dubbi che la tensione tra il governo e i professionisti del turismo continuerà a crescere: il Real Decreto 933/2021 si sta configurando come una delle misure più controverse degli ultimi anni nel settore del turismo spagnolo ed europeo. 

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