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Installazioni fisse e mobili, più spazi nei camping svizzeri: la proposta di legge

Se il testo sarà approvato, si passerà dal 30% al 40% di strutture consentite.

I granconsiglieri ticinesi Alessandro Speziali (Plr) e Alessandro Gnesa (Lega) hanno depositato una proposta di legge che punta ad ampliare l’attuale limite alle installazioni fisse nei camping.

Se la proposta sarà approvata, da un massimo del 30 per cento, in futuro si potrà giungere fino al 40 per cento di superficie da dedicare al numero di posti totali riservati allo stazionamento di installazioni mobili, che possono restare inoccupate per più giorni o di installazioni fisse.

Spiegano i due deputati: “Ciò permetterebbe tra l’altro di favorire la destagionalizzazione dei periodi turistici, favorire una maggiore mobilità turistica su rotaia e facilitare coloro che intendono affittare un posto in campeggio e poi spostarsi per determinati giorni in regioni vicine, come ad esempio le valli“.

L’exploit che il glamping ha avuto anche in Ticino ha convinto Speziali e Gnesa a suggerire di incentivare l’attività di camping con una proposta che vorrebbe rispecchiare le nuove richieste di mercato e le tendenze del territorio.

La Svizzera punterà dunque ad un aumento dell’offerta delle installazioni fisse e mobili, a favore del glamping (sempre più ecosostenibile anche nella costruzione e la gestione), ma anche di lodge, bungalow e pod. Tutte scelte anche in voga tra le giovani generazioni e le famiglie.

Nella proposta di Alessandro Speziali e Alessandro Gnesa resta una premessa finale: mantenere “sempre e comunque un’ampia area a favore del campeggio più classico (roulotte, tende tradizionali, camper)“.

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