Gestione piscina

Le regole sul bagnino nelle piscine dei campeggi

La questione dell’obbligo della presenza del bagnino nelle piscine turistico-ricettive è sempre stata molto dibattuta e poco chiara. La responsabilità di questa mancata chiarezza è senza dubbio del legislatore, che non ha voluto o non ha saputo imporre una visione chiara sull’argomento.

L’Accordo Stato-Regioni del 2003 sulle piscine, infatti, afferma in modo inequivocabile, al punto 4.1: “Il titolare dell’impianto individua i soggetti responsabili dell’igiene, della sicurezza degli impianti e dei bagnanti e della funzionalità delle piscine. Le relative figure professionali sono individuate dalle Regioni. L’assistenza ai bagnanti deve essere assicurata durante tutto l’orario di funzionamento della piscina. L’assistente bagnanti abilitato alle operazioni di salvataggio e di primo soccorso ai sensi della normativa vigente, vigila ai fini della sicurezza, sulle attività che si svolgono in vasca e negli spazi perimetrali intorno alla vasca. In ogni piscina dovrà essere assicurata la presenza continua di assistenti bagnanti.”

L’affermazione è chiara e coerente, non ci sono dubbi né possibilità alternative. Al punto 9 dell’Accordo, però, si riporta la frase: “9.1 Si conviene, che per quanto riguarda le piscine delle strutture turistico – recettive, campeggi e villaggi turistici, nonché piscine delle aziende agrituristiche a disposizione esclusiva degli alloggiati, le Regioni con propri atti specifici potranno individuare peculiari modalità applicative anche in via transitoria, nel rispetto delle esigenze di sicurezza e di igiene e sanità pubblica.”

Le Regioni hanno iniziato a ripensare alla questione già l’anno successivo, nel 2004, quando hanno scritto nel documento “Disciplina Interregionale delle piscine” la frase: “4bis.5 – Per le piscine della categoria A, gruppo a2) e categoria B (cioè le piscine turistico-ricettive e condominiali n.d.r.) le funzioni del dell’assistente bagnanti e dell’addetto agli impianti tecnologici possono essere svolte dallo stesso responsabile della piscina, purché in possesso delle necessarie abilitazioni.

Si comincia quindi a creare una crepa nel principio che l’assistente bagnanti deve essere sempre presente in ogni piscina, in quanto una persona fisica che ricopre più funzioni, molto probabilmente sempre presente a bordo vasca non potrà essere…

Ma non è qui il punto. Il problema lo hanno creato le disposizioni regionali, quando le pressioni delle associazioni di categoria e dell’elettorato sono diventate troppo forti da essere sopportabili e le disposizioni regionali hanno abusato della possibilità offerta dal punto 9 dell’Accordo fino a stravolgerne completamente il significato.

Il risultato è che nelle Regioni dove è stato emanato un atto normativo, che non sempre è sotto forma di legge regionale poiché più frequentemente si tratta di una delibera di giunta regionale, si è andati in direzioni diverse, prescrivendo cose diverse e non sempre (anzi quasi mai) coerenti tra di loro.

Ma quindi non è vero che il bagnino è obbligatorio solo per le piscine più profonde di 1,40 m? No, non è vero. Il limite della profondità a 1,40 m è stato indicato dalla maggior parte delle regioni che hanno pubblicato una norma, in alcune è diverso oppure non c’è proprio, ma sempre a questo limite sono legati altri limiti dimensionali (superficie e/o volume della vasca) e gestionali. MAI, in nessun caso, il limite di 1,40 m della profondità dell’acqua è sufficiente per assicurare la possibilità dell’assenza del bagnino.

L’unico modo, quindi, per sapere con certezza quali sono gli obblighi su questo aspetto è quello di leggere la norma regionale, se c’è. Se non c’è, vale l’Accordo, che dice in modo chiaro che in ogni piscina è sempre obbligatoria la presenza dell’assistente bagnanti.

Quali sono le limitazioni di tipo gestionale che accompagnano la possibilità di non avere il bagnino?

Una delle principali limitazioni è quella legata al divieto di accesso ai minori non accompagnati, ma l’età cambia. La più “gettonata” è quella dei 12 anni (Calabria, Liguria, Molise, Umbria) mentre la Toscana la eleva a 14 anni, ma d’altra parte l’obbligo del bagnino in questa regione non c’è mai per le piscine turistico-ricettive. Le altre regioni non indicano espressamente tale divieto di accesso.

Una seconda limitazione è quella della recinzione perimetrale alla vasca, obbligatoria per Toscana e Molise.

Per molte regioni la presenza del bagnino non è obbligatoria, ma deve essere assicurata comunque la presenza di personale in grado di prestare soccorso, quindi addestrato alla prima emergenza, nei pressi della piscina ed in molti casi sono obbligatori sistemi di allarme.

Insomma, anche se e quando il bagnino non è obbligatorio, sono previsti requisiti aggiuntivi per garantire la sicurezza dei bagnanti.

D’altra parte, è difficile affermare che una piscina può essere sicura a prescindere. Potrà essere meno pericolosa di un’altra, ma del tutto sicura una piscina non può essere mai e l’unico modo per poter affermare di aver fatto davvero tutto il possibile è quello di assicurare la presenza di un assistente bagnanti negli orari di apertura.

Nelle piscine turistico-ricettive la sicurezza dei bagnanti è un servizio che può certamente essere proposto come innalzamento della qualità, anche perché una persona che si prende cura della piscina la mantiene più pulita, più in ordine, più sana, e ne favorisce il funzionamento e l’utilizzo corretto. Inoltre, le potenziali conseguenze di un incidente possono costare molto ma molto di più dello stipendio di un bagnino…

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