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Non c’è crisi per le vacanze open air: superati i numeri del 2019

Lo evidenziano i dati di Faita sul primo quadrimestre dell'anno

Superano i dati del 2019 i primi quattro mesi della stagione turistica open air nei campeggi e nei villaggi turistici italiani. Nel primo quadrimestre 2022, le imprese ricettive all’aria aperta hanno registrato un +8% di arrivi e un +7% di presenze sul 2019. I dati sono stati diffusi da Faita Federcamping, che ha effettuato un sondaggio fra 2.650 aziende del settore relativo al periodo gennaio-aprile 2022. Se questi trend continueranno a settembre, ha sottolineato l’associazione di categoria, gli arrivi arriveranno a quota 10,7 milioni con oltre 73 milioni di presenze e una massiccia presenza, pari al 57%, di clienti stranieri.

Le performance del primo quadrimestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2021 sono state più vistose, in media nell’ordine del +17%, ma la scorsa stagione era stata ancora molto condizionata dalla forte diminuzione di ospiti stranieri dovuta alle restrizioni anti-covid. Quest’anno, invece, è tornata massiccia la presenza di ospiti provenienti da Germania e Austria, che insieme agli arrivi da Danimarca, Repubblica Ceca e Polonia hanno rappresentato oltre il 75% di arrivi dall’estero. Il periodo di permanenza si è allungato passando dai 6,8 giorni del 2019 agli attuali circa 7.

Tuttavia a non crescere con lo stesso ritmo, evidenzia Faita, sono stati i fatturati e i margini, sensibilmente diminuiti a causa della crescita del costo energetico (+300% per il gas e +400 per l’elettricità). Nonostante ciò, fa notare l’associazione, i prezzi nelle strutture non hanno registrato aumenti significativi.

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