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Osservatorio di Human Company e Thrends: stabilità nel mercato open air nel 2026

Il turismo europeo all’aria aperta conferma la fase di stabilizzazione e l’Italia è pronta a superare i 68,4 milioni di presenze (+0,4%)

In questo periodo di incertezza per il turismo internazionale, l’open air resta una garanzia. A confermarlo l’Osservatorio di Human Company e Thrends, che quest’anno arriva alla sua sesta edizione, ampliando l’analisi ai principali mercati europei. 

Nel 2025 il turismo outdoor europeo ha raggiunto 413,2 milioni di presenze (+14,2%). Al primo posto la Francia, con 154 milioni, al secondo l’Italia, con 54,1 milioni, e al terzo la Spagna, con 50 milioni di presenze. 

L’open air italiano

Nel 2025 l’Italia si è confermata il secondo mercato europeo per il turismo open air. Come riportato dall’analisi, il contributo diretto del turismo outdoor all’economia nazionale è stimato a 5,12 miliardi di euro nel 2026, con una spesa media giornaliera pro capite di circa 75 euro. Considerando anche indotto e spesa indiretta, il valore complessivo del settore può raggiungere tra 9,12 e 13,3 miliardi di euro. Numeri che confermano il ruolo strategico dell’open air nel sistema turistico italiano.

Dall’analisi effettuata da Human Company e Thrends, i numeri parlano chiaro: sì prevedono 37,8 milioni di pernottamenti stranieri, pari a un aumento del +13,9% rispetto al 2019, dati che confermano un trend strutturale capace di rafforzare il posizionamento dell’Italia come destinazione internazionale.

Più stabile invece il mercato domestico con 30,6 milioni di presenze, ancora sotto i livelli pre-Covid (-9,2%). A livello di numeri, le destinazioni più richieste sono il Nord-Est con 31,5 milioni di presenze (46%), seguito da Centro (16,7 milioni), Sud e Isole (10,6 milioni) e Nord-Ovest (9,5 milioni).

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