L’open air resta una certezza nell’incognita che il conflitto sta comportando a livello planetario. I timori delle partenze per i viaggi a lunga distanza e l’impennata dei prezzi dei carburanti hanno fatto registrare un alto numero di cancellazioni e un brusco ridimensionamento dei viaggi internazionali durante il periodo pasquale. A risentirne maggiormente sono le destinazioni a lunga tratta verso l’Asia, il Sud-Est Asiatico e l’Oceania, aree che nei collegamenti tra Europa e Oriente utilizzano come scali gli hub interessati dal conflitto, gli aeroporti di Dubai, Doha e Abu Dhabi.
In questa situazione geopolitica, che impatta notevolmente sui voli aerei e i soggiorni all’estero, il turismo di prossimità si distingue, soprattutto per quanto riguarda l’open air. Sono tantissimi gli italiani e gli stranieri che hanno scelto le vacanze all’aria aperta per trascorrere i giorni di Pasqua, complici le numerose aperture della stagione 2026. Numeri importanti sono stati registrati soprattutto in Veneto che si conferma leader del settore.
Pasqua 2026: il fiorire delle strutture open air del Nord-Est
FAITA Federcamping, su dati H-Benchmark, dichiara gli ottimi risultati dell’open air italiano per quanto riguarda i soggiorni effettuati nel periodo di Pasqua, il primo fermo immagine della domanda di inizio stagione, che coincide con le riaperture di numerose strutture.
Come riporta il portale Camping Management di FAITA Federcamping, sono circa 500.000 posti letto offerti in almeno 1.500 aziende, in gran parte del Nord- Est. Ed è proprio in Veneto che il comparto sembra spiccare il volo, al contrario della richiesta in calo e le cancellazioni dei viaggi e soggiorni con destinazioni internazionali: la regione registra un aumento considerevole delle prenotazioni per il periodo di Pasqua, intensificate a partire dal 28 febbraio e in particolare crescita nelle ultime due settimane.
Riportiamo quanto dichiarato da secondo Alberto Granzotto, presidente FAITA Federcamping, a Camping Management: “Se da un lato il conflitto in Medio Oriente vede aumentare i costi di gestione anche delle nostre strutture, dall’altro il caro-voli, la ricerca di sicurezza e la voglia di natura spinge i viaggiatori verso la modalità all’aperto, dove sono in crescita prenotazioni ed arrivi grazie a camping raggiungibili in auto o in camper e vacanze decisamente sostenibili, percepite come più tranquille e sicure”.
I campeggi sono strutture a contatto con la natura, location sicure e rigenerative, ma oltre all’ideale molto positivo di cui godono, emerge le efficienze dei servizi e l’alta qualità della proposta di un open air sempre più competitivo e attento alla sostenibilità e all’innovazione che resiste anche ai periodi più complessi per il turismo internazionale.
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