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Spagna: il portavoce per il Turismo al Senato chiede la sospensione “sine die” della nuova legge per la protezione dei dati e della privacy

Agustín Almodóbar ha chiesto al Governo di sospendere a tempo indeterminato l'applicazione del Regio Decreto 933/2021 il quale dovrebbe obbligare le aziende turistiche a raccogliere i dati personali e sensibili dei clienti

La nuova legge istituita con il Regio Decreto 933/2021 dovrebbe entrare in vigore il prossimo 2 dicembre imponendo ai locatori privati, agli hotel e alle strutture camping di raccogliere e comunicare al Ministero degli Interni i dati sensibili dei viaggiatori, compresi i metodi di pagamento, le transazioni finanziarie, i numeri delle carte di credito, i dettagli del contratto e le informazioni di contatto personali. 

Secondo il Ministero dell’Interno, la legge sarebbe necessaria per aumentare la sicurezza pubblica e prevenire le attività terroristiche e la criminalità organizzata. Misura che gli esercenti del settore ritengono “impossibile” e causa di “caos e confusione”. 

Della stessa opinione è il portavoce per il Turismo del Gruppo Parlamentare Popolare al Senato, Agustín Almodóbar, che ha chiesto al Governo di sospendere a tempo indeterminato l’applicazione del Regio Decreto 933/2021. Secondo il leader del Partito Popolare, questa normativa è stata definita dal settore “sproporzionata e impossibile da rispettare”, soprattutto per l’impatto che ha sui lavoratori autonomi e sulle piccole e medie imprese (PMI).

Secondo il senatore, il regolamento aumenta i costi operativi e la complessità nella gestione di un settore chiave per l’economia spagnola, dichiara inoltre: “La legge dimostra una profonda mancanza di conoscenza del funzionamento del settore turistico”.

Aggiunge inoltre che il regolamento potrebbe ostacolare la capacità del turismo spagnolo di continuare ad attrarre turisti internazionali sottolineando: “Non ha senso essere un Paese Schengen se le frontiere vengono trasferite in ogni reception di hotel”.

Anche la Federazione Spagnola dei Campeggi FEEC dichiara: “I campeggi, che hanno sempre collaborato con le forze dell’ordine, si sono trovati di fronte alla sorpresa di dover fornire dati non ufficiali, che non appaiono su alcun documento dei viaggiatori (carta d’identità o passaporto), come metodo di pagamento, numeri di carte di credito, numero di cellulare e domicilio. Come la FEEC ha sottolineato più volte negli ultimi mesi, ciò rende impossibile inviare i dati in modo automatizzato, obbligando alla registrazione e all’invio manuale, con il conseguente aumento degli errori e di un lavoro sproporzionato per chi deve fornire queste informazioni”.

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