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Campeggio invernale, le temperature miti fanno da spinta

Camping aperti tutto l'anno potrebbero anche trainare l'occupazione

Le temperature miti che hanno reso meno rigido l’inverno 2022-2023 stanno anticipando (o prolungando) le presenze nei camping italiani, incentivando soprattutto il campeggio invernale. Dal Nord a Sud d’Italia nel 2023 la “lotta per la destagionalizzazione” sembra meno complessa per i proprietari dei campeggi, fermo restando la gravità della situazione climatica che ha portato ad un aumento medio delle temperature di quasi un grado.

In Toscana realtà come Miramare hanno comunicato l’apertura durante tutto l’anno e la disponibilità comunque ad ospitare in spazi riscaldati. Su Camping.it è già possibile rintracciare i campeggi italiani aperti 12 mesi e grazie ai listini presenti online si può anche fare un calcolo del costo medio di un canone di campeggio annuo.

Anche in Svizzera si parla apertamente di destagionalizzazione e aumento delle attività di campeggio invernale. Il presidente dell’associazione Ticino Turismo e direttore del Campofelice Camping Village, Simone Patelli, ha già riconosciuto l’apertura dei campeggi sui 12 mesi “un tema abbastanza frequente anche a livello di associazione cantonale“. Patelli però resta cauto: “Al momento – precisa – non c’è l’esigenza di aprire tutti i campeggi, perché si rischia di andare a erodere ciò che fanno bene gli altri“. Dando un occhio anche alle ricadute occupazionali ha infine ricordato come una possibile apertura tutto l’anno potrebbe comunque essere opportunità “anche per poter offrire contratti di lavoro al personale stagionale magari più lunghi o addirittura con durata indeterminata“. 

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