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Presente di crescita e futuro ricco di progetti: intervista al presidente Faita Alberto Granzotto

I titolari dei camping affrontano sfide quotidiane come l’aumento dei costi energetici e le interferenze esterne, come per esempio l’incremento sul prezzo dei traghetti in Sardegna. Ma i dati sulla stagione estiva dei campeggi e villaggi sono positivi, con una crescita del 3% negli arrivi e nelle presenze rispetto all’anno precedente. Ne abbiamo parlato con il presidente di Faita Federcamping Alberto Granzotto, intervistato da Mondo Camping per raccontare l’impegno della federazione nel rendere il comparto Open Air più inclusivo e sostenibile e il suo lavoro sulla qualità e sull’innovazione, incluso un censimento delle imprese e l’uso della tecnologia digitale. Questi progetti verranno presentati in eventi fieristici come il TTG di Rimini ed Hospitality di Riva del Garda.

Presidente Granzotto, possiamo già fare un primo bilancio della stagione estiva 2023 per i campeggi e villaggi italiani?

Abbiamo realizzato una stima a fine agosto secondo la quale la stagione in corso migliora i risultati della scorsa sia pure in maniera contenuta. In termini approssimativi possiamo valutare una crescita del 3% circa degli arrivi e nello stesso ordine di grandezza delle presenze. Se questa elaborazione anticipata dei dati verrà confermata, e con l’aggiunta dei dati relativi ai mesi di settembre ed ottobre, il comparto dell’Open Air sfiorerà per l’anno 2023 i 70.000.000 di presenze e gli 11.000.000 milioni di arrivi.
Da una prima raccolta dei dati proveniente dalle singole Associazioni regionali, la domanda Open Air è pressoché aumentata in tutte le regioni, certamente l’instabilità climatica del mese di giugno ha rallentato la partenza della stagione, ma è in essere un fortissimo sprint finale di settembre ed ottobre, che, come dire, sarà la classica ciliegina sulla torta di un’ottima e prolungata stagione.

Quali feedback ha ricevuto dai titolari di campeggi italiani in questi mesi di lavoro intenso?

Da qualche anno operiamo in contesti spesso instabili ed imprevedibili. Elementi climatici avversi, rapide fluttuazioni al rialzo dei costi energetici e delle materie prime, influenze delle politiche monetarie, instabilità geo-politiche. Tutto questo certamente non facilità il management aziendale, né agevola le programmazioni economico finanziare delle imprese, fortunatamente il comparto sta reggendo bene, e questo sen non altro, infonde fiducia ed entusiasmo in noi operatori. Certo, a volte veniamo coinvolti da interferenze esterne che influiscono negativamente sugli andamenti stagionali, come nel caso specifico della Sardegna, dove lo sconsiderato aumento dei traghetti, non ha certo favorito la destinazione, specie per la nostra tipologia di turisti che spesso vede l’utilizzo dei propri mezzi di pernottamento quali camper e caravan, e per i quali il costo di imbarco impatta notevolmente sulle tariffe di imbarco, superando paradossalmente il costo del soggiorno presso la struttura ricettiva.

Ma come le dicevo, gli operatori, sono stati molto soddisfatti della rispondenza dell’offerta alla domanda, questo ci indica che siamo sulla strada giusta.

I prezzi sono aumentati anche in campeggio. Siamo di fronte ad una fase temporanea o ad un andamento che diventerà sistemico?

Purtroppo, alcuni elementi precedentemente citati non possono non influire nella determinazione del prezzo di un soggiorno. Consideri che le imprese dell’Open Air sono mediamente strutture ricettive di 4 ettari, per arrivare anche ad oltre 70, immagini di quali volumi di energia necessitino o che tipo di manutenzioni richiedano queste tipologie di attività. Inoltre, anche per i servizi complementari, tutta la filiera di prodotto ha subito rincari che in parte hanno dovuto trovare una compensazione nelle tariffe.

C’è da fare però una precisazione, gli aumenti eventualmente applicati non hanno mai visto percentuali superiori all’attuale tasso di inflazione, inoltre, nella quasi totalità dei casi, sono stati corrisposti da un arricchimento dei servizi erogati in termini di numerosità e qualità.

In ogni caso, la specificità del nostro comparto permette certamente un’accessibilità diffusa alla vacanza e all’utilizzo del tempo libero. Proprio per la modularità del soggiorno, fruibile anche con mezzi mobili di pernottamento più smart, quali ad esempio le tende, per arrivare a forme più ricercate ed esperienziali di tipologia glamping, passando per i camper e le caravan, il turismo all’aria aperta è certamente una vacanza accessibile, modulabile e flessibile.

Per concludere quindi, non penso che il trend al rialzo diventerà endemico, anche perché c’è una forte consapevolezza dei parametri di mercato da non oltrepassare, non solo per questioni economiche e di marketing, ma anche etiche e sociali.

Il turismo all’aria aperta è sempre più apprezzato dai vacanzieri. Come sfruttare questa ondata affinché non resti una moda passeggera?

Da qualche anno l’Open Air sta venendo apprezzato per quello che è realmente. Non una tipologia di turismo mediocre, ma una nuova filosofia di vacanza, dove l’ospite è al centro.

Negli anni passati la scelta della vacanza in campeggio era principalmente dettata da elementi di carattere economico, oggi l’elemento trainate è certamente orientato dall’emozionalità, si vive la vacanza all’aria aperta come momento esperienziale e rigenerativo, dove ogni elemento diventa emozione: l’ambiente, l’alloggio, il cibo, le attività ludico e ricreative.

Occorre però saper capitalizzare questo nuovo orientamento del mercato, saper rispondere alle nuove necessità degli ospiti, spesso operando in forma predittiva anticipando quasi le richieste o le necessità.

L’operatore dell’Open Air deve saper coniugare il pragmatismo dell’imprenditore con la fantasia del sognatore; deve saper immaginare la propria azienda come un luogo totalmente immerso nel contesto naturalistico in cui opera, valorizzando le tradizioni e le caratteristiche specifiche dei territori.

Per far questo occorre informarsi, studiare, operare in continuo aggiornamento. È per questo che la Federazione da qualche anno ha intrapreso un percorso di collaborazione con il mondo accademico, ad esempio con il CISET – Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia per il rapporto annuale di indagine congiunturale del comparto turistico ricettivo all’aria aperta, o con il MET – Master di Economia e Management del Turismo dell’università Bocconi di Milano, per un’indagine conoscitiva sulla domanda del turismo Open Air.

Quali attività vedranno protagonista Faita per i prossimi mesi?

Accessibilità, Sostenibilità, Qualità ed Innovazione, saranno i quattro pilastri fondamentali delle prossime attività della Federazione.

In tema di Accessibilità la Federazione sarà impegnata in un percorso di sensibilizzazione e formazione, già intrapreso da qualche anno, per rendere sempre di più il comparto Open Air inclusivo. Presenteremo nei prossimi mesi i risultati di un progetto sperimentale, in collaborazione con Village for all V4A®, Legambiente e IMQeAmbiente, per l’applicazione degli SDG’S alle strutture turistiche ricettive all’aria aperta, utile all’individuazione di KPI che andranno a costituire gli elementi preminenti di un marchio di qualità specifico per le strutture ricettive all’aria aperta, anche in funzione di elementi legati alla sostenibilità e all’accessibilità.

Inoltre, in tema di sostenibilità, si è appena conclusa una prima fase di un progetto, in collaborazione con IMQeAmbiente, per valorizzare le strutture turistico ricettive all’aria aperta che garantiranno l’implementazione e il mantenimento di buone pratiche di sostenibilità, per rispondere agli obiettivi previsti dall’Agenda 2030, anche attraverso la creazione di un MANIFESTO GUIDA Faita Federcamping, e con la stesura di bilanci certificati secondo i parametri dell’ESG.

Con riferimento alla Qualità e all’Innovazione, abbiamo cominciato dal conoscerci meglio. Attraverso il primo censimento quantitativo e qualitativo delle Imprese dell’Open Air, avviato nel 2022 e in fase di continua evoluzione ed implementazione, la Federazione sta rilevando le caratteristiche strutturali delle imprese al fine di procedere con le necessarie attività di riqualificazione o aggiornamento dei servizi erogati.

La Federazione sta lavorando anche sugli aspetti tecnologi; il progetto Open Air Hub, quale software integrato per ottimizzare la comunicazione digitale delle imprese turistico-ricettive all’aria aperta, la presenza sui tavoli di lavoro al Ministero del Turismo nell’ambito del Tourism Digital Hub (TDH), ne sono una parte.

Tutto questo e tanto altro verrà presentato dalla Federazione nei prossimi eventi fieristici quali il TTG di Rimini ed Hospitality di Riva del Garda.

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